Presentati
questa mattina gli appartamenti per persone oltre 65 anni prive di rete
parentale. L’intervento condotto dalla SdS Pistoiese con i fondi del PNRR.
L’importanza della domotica per rendere l'ambiente domestico più accessibile e
facilmente gestibile
PISTOIA
25.03.2026 – Sono stati presentati questa mattina sei appartamenti per anziani
con fragilità – ultra 65enni privi di rete parentale - ricavati al primo piano
dell’ala sud dell’ex Monastero di Montuliveto, in via Bindi 14, a Pistoia. La
struttura è da alcuni anni concessa in comodato d’uso dalla proprietà Seminario
Vescovile di Pistoia alla Fondazione Sant’Atto ETS. L’intervento di
ristrutturazione dell’immobile è stato finanziato con fondi PNRR “Missione 5
Inclusione e Coesione”, a seguito di bando effettuato dalla Società della
Salute Pistoiese.
Gli spazi comuni
- I sei appartamenti si affacciano su un ampio corridoio, organizzato con
alcune "isole di sosta”, spazi piccoli e ben caratterizzati dove gli
anziani possono fermarsi, interagire e svolgere attività insieme. Sul
“corridoio delle connessioni” si affacciano anche tutte le aree comuni: lo
spazio incontro, organizzato anche come sala pranzo comune, il salottino, il
laboratorio creativo, la lavanderia, la piccola palestra. Tutti questi spazi sono
organizzati per promuovere la collaborazione, la crescita delle relazioni fra i
residenti ed il sostegno reciproco.
“Gli
spazi sono pensati per favorire l'interazione tra individui che, pur
condividendo situazioni comuni di vulnerabilità, legate all'avanzamento
dell’età con le fragilità che la accompagnano, convivono in un ambiente
protetto costituendo una piccola comunità attraverso il co-housing sociale –
sottolinea la presidente della SdS Pistoiese, Anna Maria Celesti –. A
ciò si aggiungono le reti di supporto che possono includere diverse
forme di mediazione, come il coinvolgimento di caregiver, operatori sociali e
assistenti, che facilitano l'interazione tra gli ospiti e l’uso della domotica,
ovvero una serie di tecnologie e dispositivi che automatizzano le funzioni
domestiche, rendendo l'ambiente domestico più accessibile e facilmente
gestibile per le persone con fragilità”.
Caratteristiche
degli appartamenti -
Ogni appartamento è composto da una zona giorno, nella quale è presente un
angolo cottura, da un bagno, accessibile da un disimpegno, e da una camera. Gli
appartamenti hanno camere dimensionate per ospitare un letto singolo, tre di
queste possono ospitare un letto matrimoniale o due letti singoli.
Gli
arredi sono in legno o in colori chiari per rendere l’ambiente piacevole e
rilassante, con la possibilità di inserire piccoli arredi personali, per
ridurre i possibili disagi dovuti al distacco dall’ambiente di riferimento e
favorire l’autonomia della persona.
La
zona cucina è dotata di una piastra ad induzione, un lavello, un forno
elettrico, una
lavastoviglie
ed un frigorifero piccolo. Nel bagno sono presenti un lavandino, una doccia, un
wc e bidet o doccino per wc e sono dotati di sistemi di sicurezza che inviano
notifiche in caso di emergenza.
Gli ambienti hanno
soffitti a volte o con struttura lignea a vista. I pavimenti sono in cotto.
L’importanza della
domotica - Sulla base delle specifiche necessità e bisogni,
possono essere attivati diversi dispositivi: in particolare assistenti vocali
che permettono il controllo dei dispositivi domestici tramite comandi vocali;
sensori di movimento per l'accensione automatica delle luci; sistemi di
sicurezza con telecamere e sensori che inviano notifiche in caso di emergenza;
monitoraggio da remoto della salute (per esempio dispositivi medici connessi
per monitorare parametri vitali); sistemi di comando e controllo che si
adattano a diverse disabilità (come comandi oculari, pulsanti adattati) e
pannelli di controllo accessibili e personalizzabili.
Un
appartamento è completamente accessibile da persone in condizioni di
disabilità.
Storia
e uso attuale dell’immobile - L’immobile è un fabbricato storico destinato
anticamente a monastero benedettino olivetano, che conferisce il nome al
quartiere limitrofo di “Monteoliveto”. La struttura è in parte utilizzata per
attività socio assistenziali: è presente un centro diurno per anziani non
autosufficienti oltre ad essere sede di associazioni culturali, ricreative e di
aggregazione che durante il corso dell’anno organizzano momenti di incontro,
svago e riflessione.
L’immobile,
costruito nella seconda metà del Trecento poi ampliato tra il Quattrocento e il
Cinquecento, è stato oggetto, a partire dalla fine degli anni Settanta, di un
importante intervento di restauro e riqualificazione funzionale completato nel
1985.
Nelle foto il taglio del nastro e alcune immagini interne della struttura